Sanzioni USA contro il Collettivo A/I per presunto sostegno all'estrema sinistra
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Sanzioni USA contro il Collettivo A/I per presunto sostegno all'estrema sinistra

5 min
29/08/2026
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Washington prende di mira un collettivo per la privacy in una vasta repressione dell'estrema sinistra

Il Dipartimento di Stato americano ha imposto sanzioni contro Autistici/Inventati (Collettivo A/I), un servizio di privacy digitale gestito da volontari italiani, come parte di un'azione più ampia contro quelle che definisce reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra. La mossa, annunciata il 26 agosto 2026, include anche il gruppo britannico Palestine Action e la rete filo-palestinese Masar Badil, insieme a due dei suoi leader.

Questo segna un'escalation significativa nella guerra finanziaria statunitense, prendendo di mira un collettivo non commerciale che fornisce strumenti di comunicazione crittografata gratuiti ad attivisti e dissidenti da oltre due decenni. Le sanzioni congelano qualsiasi bene detenuto negli Stati Uniti e vietano ai cittadini americani di intraprendere transazioni con le entità designate, tagliandole di fatto fuori dal sistema finanziario statunitense.

Cos'è il Collettivo A/I?

Fondato nel 2001, A/I (abbreviazione di Autistici/Inventati) è emerso dal movimento anticapitalista autonomo italiano. Il collettivo si descrive come un gruppo di volontari dedicati all'autodifesa digitale, offrendo servizi come email crittografata, VPN e hosting sicuro, tutto gratuitamente e senza pubblicità o tracciamento degli utenti.

Il loro manifesto enfatizza solidarietà e auto-organizzazione, con una politica rigorosamente non commerciale. Ogni richiesta di servizio viene esaminata manualmente dai volontari per garantire l'allineamento con la loro etica politica, e tutti i dati delle richieste vengono anonimizzati e distrutti dopo l'elaborazione. Il collettivo si basa esclusivamente su donazioni volontarie per sostenere le sue operazioni.

Le sanzioni e le accuse

La dichiarazione del Dipartimento di Stato sostiene che A/I fornisce strumenti e servizi crittografati a gruppi estremisti violenti di estrema sinistra negli Stati Uniti e a livello globale, consentendo loro di pianificare attacchi, reclutare membri ed eludere le forze dell'ordine. Il dipartimento accusa inoltre la rete di diffondere istruzioni per la fabbricazione di ordigni esplosivi e incendiari improvvisati tramite server esteri progettati per nascondere attività criminali.

“Come risultato dell'azione odierna, tutte le proprietà e gli interessi nelle proprietà dell'entità designata che sono soggetti alla giurisdizione statunitense sono bloccati, e a tutte le persone statunitensi è generalmente vietato intraprendere qualsiasi transazione con loro”, si legge nella dichiarazione. Le sanzioni comportano anche il rischio di sanzioni secondarie per gli istituti finanziari esteri che intrattengono rapporti con le entità designate.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha inquadrato le sanzioni come necessarie per combattere la rinascita del terrorismo politico di estrema sinistra, affermando che queste entità “sono specificamente progettate per supportare le operazioni delle reti terroristiche di estrema sinistra”.

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Diritti digitali vs. sicurezza nazionale

Questa azione solleva interrogativi allarmanti sull'intersezione tra sicurezza nazionale e infrastrutture per la privacy digitale. A/I non è una tipica entità aziendale; è un collettivo di volontari senza scopo di lucro, senza azionisti e senza entrate pubblicitarie. I suoi servizi sono utilizzati da attivisti, giornalisti e cittadini comuni che cercano di proteggere le loro comunicazioni dalla sorveglianza.

Gli esperti di sicurezza notano che sanzionare un gruppo del genere potrebbe creare un pericoloso precedente. Se un fornitore di privacy non commerciale può essere inserito in una lista nera per aver presumibilmente facilitato il terrorismo, cosa impedisce azioni simili contro altri strumenti incentrati sulla privacy come Tor o Signal? Il linguaggio ampio delle sanzioni, che prendono di mira “reti terroristiche transnazionali di estrema sinistra”, potrebbe essere interpretato per includere un'ampia gamma di dissenso politico.

Conseguenze immediate e reazioni

L'impatto pratico immediato è grave. Ai cittadini e alle aziende statunitensi è ora vietato donare ad A/I, utilizzare i suoi servizi o collaborare a progetti. Gli istituti finanziari esteri devono anche valutare il rischio di sanzioni secondarie se elaborano transazioni legate al collettivo. Ciò potrebbe di fatto affamare l'organizzazione di fondi, poiché dipende interamente da contributi volontari.

Per la comunità dei diritti digitali, le sanzioni sono un segnale agghiacciante. Gli attivisti che fanno affidamento sull'infrastruttura crittografata di A/I potrebbero ora essere visti come associati a un'entità sanzionata, esponendoli potenzialmente a controlli legali. La mossa sottolinea anche la crescente volontà dei governi di utilizzare strumenti finanziari per regolamentare i beni comuni digitali.

Né il Collettivo A/I né Palestine Action hanno rilasciato una risposta pubblica formale al momento della stesura. Tuttavia, data la storia di attivismo politico di A/I, è probabile che arrivi presto una robusta confutazione. Il collettivo si è a lungo posizionato come un baluardo contro la sorveglianza statale e lo sfruttamento aziendale dei dati personali.

Contesto più ampio: l'ondata di sanzioni contro l'estrema sinistra

Questa azione fa parte di una più ampia strategia statunitense per interrompere quelle che chiama “reti violente di estrema sinistra”. Negli ultimi mesi, il Dipartimento di Stato ha intensificato gli sforzi per designare e sanzionare gruppi associati ad Antifa e ad altri movimenti di sinistra radicale, sia a livello nazionale che internazionale.

L'inclusione di Palestine Action e Masar Badil evidenzia le dimensioni geopolitiche delle sanzioni. Palestine Action è nota per le sue campagne di azione diretta contro gli accordi sulle armi che coinvolgono Israele, mentre Masar Badil è una rete globale che sostiene i diritti dei palestinesi. La loro designazione insieme ad A/I suggerisce uno sforzo coordinato per prendere di mira le infrastrutture e la leadership in uno spettro di attivismo di sinistra.

Cosa significa questo per il futuro della privacy digitale

Per i tecnologi e i sostenitori della privacy, questa azione di sanzioni è un campanello d'allarme. Dimostra che la fornitura di strumenti di crittografia e anonimato, un tempo considerata un servizio tecnico neutrale, è ora un atto politicamente carico che può comportare gravi conseguenze legali.

Mentre i governi di tutto il mondo sono alle prese con i duplici imperativi della sicurezza e delle libertà civili, il caso del Collettivo A/I diventerà probabilmente un punto di riferimento nel dibattito. Il destino del collettivo potrebbe dipendere da sfide legali e campagne di solidarietà internazionale, ma la domanda più ampia rimane: le infrastrutture digitali non commerciali possono sopravvivere in un'era di crescente potere statale?

Per ora, il Collettivo A/I rimane operativo, ma il suo futuro è incerto. Le sanzioni sono un duro promemoria che nell'era digitale, anche i progetti più idealistici non sono immuni dalle correnti geopolitiche che modellano il nostro mondo.